Swimmy intervista Giorgio Lamberti

Swimmy: Ciao a tutti ... in questi anni abbiamo conosciuto tanti Ufficiali di Gara di quasi tutte le regioni, dai più giovani ai più esperti, ma oggi abbiamo come ospite un atleta, anzi un ex atleta, che ci aiuterà a capire il “dietro le quinte” di una gara. Oggi abbiamo … ti vuoi presentare tu ?

Giorgio: Buongiorno a tutti voi. Sono Giorgio Lamberti, ormai prossimo alla soglia dei 50 anni, ex atleta dal 1993, sposato dal '98 con Tanya Vannini, anch'essa ex nuotatrice azzurra. Padre di tre bravi figlioli, Matteo, Michele e Noemi, tutti coinvolti ed attratti dal nostro meraviglioso mondo del nuoto come atleti agonisti.

Swimmy: Ciao Giorgio … possiamo darci del tu ?

Giorgio: certamente ci mancherebbe !!!

Swimmy: Bene, cominciamo. Tutti, nel mondo del nuoto, ti conoscono come atleta, puoi farci una presentazione di Giorgio al di fuori della piscina.

Giorgio: Al termine della mia intensa ma breve carriera agonistica (ho appeso il costume al chiodo nel 1993 a soli 24 anni per qualche guaio fisico) ho deciso di restare nell'ambiente sportivo. Mi affascinava il tema dell'impiantistica sportiva e quindi della gestione delle attività annesse e connesse. Nel 1994 fondata a Brescia, nella mia città, la G.A.M. Team Società Sportiva Dilettantistica, che tuttora presiedo, è iniziato un lungo cammino di esperienze.

Oggi dopo quasi un quarto di secolo la società opera nella gestione di tre strutture pubbliche sul territorio bresciano e ha sviluppato la propria passione sportiva agonistica nei settori nuoto e pallanuoto.

Personalmente ho maturato anche esperienza politiche, svolgendo il ruolo di Assessore allo Sport del Comune di Brescia nel mandato elettorale 2003-08.  Attualmente ricopro la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione della San Filippo spa, società controllata al 100% dal Comune di Brescia che si occupa della gestione e controllo dell'intero patrimonio immobiliare sportivo (62 strutture) della città.

Swimmy: Giorgio com'è stato il tuo esordio nel nuoto ? Come è cominciata la tua avventura ?

Giorgio: Credo come molti bimbi in quegli anni '70. Un bimbo gracile, bisognoso di svolgere una sana attività motoria. Un medico che suggerì ai miei genitori di far fare nuoto a quel giovane di 6 anni. Da lì a breve le prime gare a 7 anni e mezzo, vissute con tanta tensione, emozione ma voglia di fare; indubbiamente ricordi positivi ed indelebili nella mia mente.

Swimmy: Ricordi la tua prima gara ? Dove si è svolta, com’era il tuo stato d'animo e qual è stato il risultato ?

Giorgio: La mia prima competizione si svolse a Brescia, a Mompiano di mattina nel vecchio impianto all'aperto. Si trattava di un Trofeo giovanile a carattere provinciale. I 50 dorso. Feci quelle due vasche, uscii senza sapere ne tempo ne piazzamento e tornai a casa velocemente per pranzo con mia madre.  Al ritorno in piscina nel pomeriggio, dove mi aspettavano i 50 stile libero, mi venne incontro l'allenatore complimentandosi per il risultato conseguito nel dorso. Ero arrivato terzo e mi consegnò il premio. Era una semplice targhetta di alluminio. Non vi dico la gioia, lo stupore che mi colse. Dall'euforia ne vinsi un altra. Sempre terzo, nello stile libero.
Quelle due targhette, che hanno segnato la mia vita da giovane atleta, sono conservate nella hall of fame del nuoto mondiale, dove ho l'onore di essere ricordato. 

Swimmy: Come sei diventato il campione che tutti conosciamo ?

Giorgio: Coltivando, giorno dopo giorno quella sana passione sportiva che ho scoperto di avere da bambino. Il desiderio di competizione.
La sconfinata voglia di scoprire i propri limiti. Il tutto condito da una famiglia semplice ma di sani principi che mi ha supportato e sopportato sempre, restando ai margini con una discrezione e d amore infinito.
E non c'è alcun dubbio che tutte le figure tecniche che hanno accompagnato la mia crescita sono risultate determinanti. Dal primo Istruttore, il prof. Augusto Martini, Maestro dello Sport del C.O.N.I. e Responsabile del centro F.IN. di Brescia fino all'ineguagliabile ed indimenticabile Alberto Castagnetti con il quale ho colto i miei più importanti successi.

Swimmy: Sei stato sicuramente tra i migliori nuotatori raggiungendo l’apice della tua carriera con il record del mondo nei 200 stile libero (1’46” 69) ai Campionati Europei di Bonn nel 1989 e tale record del mondo è rimasto imbattuto per 10 anni. Raccontaci le tue sensazioni di allora.

Giorgio: Il 1989 fu un anno davvero importante. Ero reduce da un Olimpiade (Seul 1988) assai deludente. I miei cronici problemi alla spalla sinistra e l'impegno della maturità dell'estate '88 mi avevano senza alcun dubbio condizionato la preparazione.  La voglia di rivalsa era tanta. Con Castagnetti, leccate le ferite post olimpiche, nell'autunno 1988, si ricominciò la preparazione. La stagione fu positiva, in crescendo, insomma arrivai ai Bonn in condizioni perfette. Avevo piena coscienza dei miei limiti, ero convinto di valere il Record del Mondo. Quella finale riuscii a gestirla al meglio, sempre in testa, con naturalezza. Al tocco, letto il tempo, mi sembrò di sognare. Avevo rimesso le cose al loro posto. Avevo certificato le miei ambizioni, dimostrare a me stesso di essere il più forte.

Swimmy: Dal punto di vista tecnico come si prepara una gara dove si realizza un record del mondo ?

Giorgio: domanda assai complessa. In sintesi ci vuole un tecnico all'altezza, un feeling totale con l'atleta che vuol dire una reciproca fiducia inscalfibile. Idee chiare e condivise sui programmi. Nel nostro caso la ricerca esasperata della perfezione nella preparazione dei 200 metri.

Swimmy: Dal tuo punto di vista dove ci si potrà spingere con i risultati cronometrici ?

Giorgio: negli ultimi vent'anni tra l'evoluzione dei materiali, della tecnica (pensiamo solo alla fase subacquea) dell'alimentazione e della preparazione il passo è stato grande. Immagino si progredirà sempre ma con salti cronometrici meno eclatanti.

Swimmy: Siamo arbitri e non possiamo non chiedertelo, ricordi la tua prima squalifica ?

Giorgio: Non ricordo bene la prima, forse in un 50 rana da esordiente B.
All'epoca non si poteva affondare con la testa (l'acqua doveva sfiorare la fronte) e si doveva virare con le mani affiancate l'una all'altra.
Certamente ricordo con amarezza una squalifica di staffetta ai campionati regionali categoria ragazzi. Eravamo in netto vantaggio forse 6-8 metri, partivo a delfino e per mistero mi staccai dal blocchetto con imbarazzante anticipo. Non mi sono mai spiegato il perché.

Swimmy: Come è stato il tuo rapporto con il mondo arbitrale ?

Giorgio: Direi assolutamente sereno. Rispetto e considerazione per una categoria che svolge il proprio ruolo con indubbia passione. Determinate e garante delle regole. Grazie di esistere.

Swimmy: So che sei stato organizzatore e promotore di manifestazioni natatorie: ritieni sia possibile spettacolizzare una manifestazione di nuoto in modo da avvicinare il maggior numero di persone ?

Giorgio: Da anni,come tanti Dirigenti di società sportive, ci si impegna e dedica alla promozione di meeting o Trofei. E' l'indole delle tante realtà sportive. Oggi è certamente possibile rendere più accattivanti gli eventi ma è necessario un duplice forzo coinvolgendo i media e gli sponsor. Tema non semplice tenuto conto della poca ricettività  che offrono i tradizionali impianti natatori italiani. Se vuoi spettacolo, a mio modo di vedere, è indispensabile il grande pubblico, non solo televisivo.

Swimmy: Quest’anno il calcio ha avuto un cambiamento epocale utilizzando il VAR. Secondo te, può esistere qualcosa di analogo nel mondo del nuoto ?

Giorgio: Credo che il nuoto sia a buon punto, soprattutto se parliamo dell'alto livello.

Swimmy: Lasciamo la piscina, so che sei sposato con Tanya Vannini, nuotatrice che ha fatto parte anche lei della nazionale italiana di nuoto e che hai tre figli tutte promesse del nuoto, anzi uno ha partecipato ai recenti EuroJunior di Helsinki. Una famiglia molto particolare...

Giorgio: si certamente un caso da studiare … ahhh ahhh. I nostri ragazzi, fin da piccoli, sono stati inseriti nei corsi di nuoto delle piscine in gestione.
C'era una priorità da coltivare, l'imparare a nuotare !!! Dall'apprendimento delle tecniche natatorie il passo verso l'agonismo è stato breve ma certamente spontaneo. I nostri figli hanno scelto di intraprendere l'esperienza agonistica senza imposizioni.

Swimmy: Hai fatto parte della nazionale italiana, chissà quanti aneddoti avrai vissuto. Ti va di raccontarne qualcuno ?

Giorgio:  Mi affascinavano i viaggi e la scoperta di mondi e abitudini differenti. Sono tanti i ricordi legati alle esperienze vissute in nazionale. A parte le competizioni, il nuoto di livello mi ha permesso di conoscere il mondo e visitare luoghi che forse non avrei mai visto. Dal Canada, all'Australia, agli USA e Cina. Di fatto manca l'Antartide e poco altro.

Swimmy: Ultimamente molti sport hanno visto come protagonista l’inciviltà dei genitori di ragazzini che, non accettando le decisioni arbitrali, lo hanno insultato o addirittura preso a pugni.  Tu che sei padre, che messaggi vuoi dare agli altri genitori ?

Giorgio: Sono episodi inaccettabili, da censura senza se e senza ma.
Il rispetto delle regole è il primo dei concetti da coltivare se si frequenta un mondo agonistico. Famiglia ed allenatori, fin da piccolo, mi hanno insegnato il rispetto dell'avversario ed il saper fare l'analisi del risultato conseguito. Ogni atleta deve ambire a migliorare se stesso. Se sei sereno nell'intimo sai anche apprezzare gli sforzi altrui.

Swimmy: Cosa pensi del nuoto master ? Hai mai pensato di ritornare alle gare in quella categoria ?

Giorgio: Il settore Master è un ambiente in continua evoluzione. Le frequentazioni di adulti che ritrovano da ex atleti lo spirito agonistico nelle tante occasioni (pensiamo all'affollamento di gare nel solo Circuito Supermaster della F..I.N.) sono in continua crescita. Non dimentichiamo poi le tante persone che dai corsi di nuoto, senza trascorsi federali, hanno perfezionato la tecnica e oggi amano cimentarsi in gare.
Per ciò che mi riguarda nuoto possibilmente una volta la settimana per ritrovare un poco di relax e condizione fisica. Nell'acqua ritrovo sempre piacevoli sensazioni, ma senza impegno.

Swimmy: Bene Giorgio, siamo arrivati al termine di questa chiacchierata. Vuoi dire qualcos’altro ai nostri lettori ?

Giorgio: Un saluto davvero affettuoso a tutta la classe arbitrale.
Nella mia vita acquatica ho conosciuto tanti di Voi. Siete numerosi, sempre presenti, con la passione nel cuore. Grazie di tutto, con Voi a bordo vasca i sogni di tanti giovani si possono realizzare ancora.

Swimmy: Grazie per la tua disponibilità a presto … sul piano vasca !

Giorgio: alla prossima gara !!!  Un caro saluto.